5
ott
2015
17

Nunc est bibendum

trattoreLa vendemmia, d’autunno, come la salsa di pomodori, a fine estate, sono dei riti che ripeto fin da bambino. Da che ho IMG_5456memoria, sono nitidi i ricordi de la mesell’ (il contenitore in legno dove si separavano a mano gli acini spremuti dai graspi) o della pigitrice dove girando una grossa manovella si schiacciavano  i grappoli. E poi lu manaron’, la conca a spas, lu bavonz o la callar’. Molti di questi utensili sono rimasti anche se oggi la pigitrice è elettrica e separando meccanicamente gli acini dai grappoli ha mandato in pensione la mesell’.

Però i riti principali sono rimasti tutti, dalla fase preparatoria, in cui giorni prima ze ndort la vott’ (che tradotto significa inzuppare la botte, dove si metterà a fermentare il vino, per renderla impermeabile), alla preparazione degli attrezzi, tutti a mano tranne, da pochi anni, la pigitrice. uva nl tinoIl vino che facciamo è di uva Montepulciano, fatta fermentare nelle botti per poi, ad una determinata gradazione zuccherina, spremerla e travasarla nelle damigiane, in attesa che diventi vino (noi il novello lo beviamo i primi di novembre). Questo facciamo, senza nessuno (e dico nessuno) agente chimico o lievito o altro. E senza mosti ‘cotti’ che rafforzano e rendono più resistente il vino. Mio padre da sempre dice una frase: “Io faccio il vino ‘crudo’ e non ci metto niente, se poi diventa aceto pazienza”. Da che ricordo io una volta ha fallito, le altre sempre un vino molto buono con annate davvero speciali.

misurazione

Veniamo alla giornata, iniziata molto presto, in attesa che il fornitore di uva ci portasse la merce (non abbiamo la vite ma mai dire mai…). La pioggia di questi giorni ha rimandato le operazioni di vendemmia al primo pomeriggio. Come impiegare il tempo? Preparando gli ultimi dettagli come ‘rinfrescare’ il torchio, ‘lavandolo’ con del vino dello scorso anno per fargli riprendere confidenza con l’ambiente o sistemare la pigitrice e gli altri attrezzi. Finite le operazioni preliminari ci siamo agnello e porcinidedicati alle libagioni preparatorie che sono culminate con il pranzo pre-vendemmia.

gnocchi4Come primo, dei classici gnocchi con le patate nuove, conditi con il ragù all’abruzzese. Per secondo un altro classico delle mie parti, l’agnello alla griglia che abbiamo accompagnato con dei funghi porcini sempre grigliati e conditi con olio, prezzemolo e sale. Da bere, manco a dirlo, Montepulciano dello scorso anno, in attesa del nuovo arrivato.

E dopo tanta attesa, e più di qualche brindisi beneaugurante, arriva l’uva. La pigiamo tutta e la mettiamo nella botte a fermentare. Una piccola parte abbiamo deciso di non farla fermentare, mettendola direttamente nella damigiana. Sarà il nostro novello, il primo ad aprire la stagione che quest’anno si presenta molto interessante. Seguono aggiornamenti…

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